Angelo Grillo
Pietosi affetti
a cura di Myriam Chiarla
pp. 704
35
9788882341442
2014

Quando uscirono nel 1629, i Pietosi affetti di Angelo Grillo avevano gią alle spalle una lunga tradizione, di stampe ed edizioni, che saldava la stagione tassiana, con le sue ultime illuminazioni spirituali, al profondo Seicento e alla radicalizzazione della poesia religiosa come poesia alta e corroborata da un'attenzione alle dinamiche affettive e passionali di forte suggestione. L'esperienza dei sensi applicata alla visione spirituale del corpo di Cristo sofferente consente di leggere a pił livelli gli oltre mille componimenti dell'opera: la sovrapposizione del linguaggio spirituale e amoroso, la diversificazione delle strategie metriche, la strutturazione interna del macrotesto pongono i Pietosi affetti al centro del percorso multiforme della lirica secentesca, sacra e profana, in dialogo costante con i maggiori autori del tempo (Tasso, Guarini, Marino) e della tradizione (Petrarca). I continui riferimenti all'iconografia, ai pittori coevi, ma anche alla musica e alla trattatistica spirituale, oltre che alla predicazione, confermano la centralitą dell'opera, che non a caso sfocia nel pieno della stagione del classicismo nella Roma di Urbano VIII. L'attraversamento di questo vero oceano di versi rende possibile oggi una lettura pił completa del primo tempo della letteratura secentesca italiana, tempo dedicato alla novitas e alla discontinuitą, pił di quanto si pensi normalmente.