François Pouqueville
Alì Pascià visir di Giannina

pp. 80
13
978-88-8234-196-1
2014

Ali Pascià di Tepelena fu, per i suoi contemporanei, una figura contraddittoria, per certi versi inafferrabile: capace di giocare da protagonista una partita politica di assoluto rilievo, affascinò e respinse i suoi interlocutori. Tra coloro che lo conobbero da vicino, François Pouqueville, il grande viaggiatore, che per alcuni anni fu console di Napoleone alla corte di Giannina, osservatore certo non disinteressato delle gesta del despota epirota. Pouqueville rivide più volte il giudizio sul signore di Giannina, ma il ritratto definitivo deve necessariamente essere ritenuto quello dettato alla stampa subito dopo aver avuto notizia della tragica fine del pascià:

Ali ha ucciso con le sue mani quattro fra i principali capi dell’esercito turco prima di essere abbattuto. Ha dato prova di una presenza di spirito, di un coraggio e di un’audacia degni dei tempi della sua giovinezza; è morto da coraggioso. Il suo potere assoluto nella Grecia è durato sessantaquattro anni e la sua storia ha dimostrato quanto possono i caratteri che non sono snervati dalla civiltà. In una posizione migliore, avrebbe forse eclissato i nomi famosi dei suoi compatrioti Pirro, Alessandro, e dell’astuto Ulisse, di cui eguagliò il genio”.