Luigi Benevelli
La psichiatria coloniale italiana negli anni dell'Impero (1936-1941)

pp. 167
15
978-88-8234-136-7

Il saggio di Benevelli è il primo studio organico sull'assistenza psichiatrica nelle colonie italiane d'Africa. I governi del regno e la psichiatria "metropolitana" non si occuparono mai seriamente del problema, nemmeno negli anni di massima espansione del colonialismo italiano. Se si può parlare infatti di una psichiatria coloniale olandese, francese, britannica, non ci fu mai una psichiatria coloniale italiana. Unica eccezione, la Libia di Balbo, che puntò a dotare la "Quarta sponda" dei servizi civili, compreso il manicomio che fu aperto a Tripoli, in località Gargaresc, il 1° luglio 1939. La direzione fu affidata al dottor Angelo Bravi, giovane psichiatra di scuola pavese, scrittore raffinato, studioso di vaglia che si rapportò con la Scuola di Algeri di Antoine Poirot. Nel presente saggio vengono tra l'altro recuperati e presi in esame due testi di Bravi (Frammenti di psichiatria coloniale,1937 e L'ospedale psichiatrico per libici: note di igiene mentale, 1941), di straordinario interesse per l'antropologia medica e la storia della psichiatria.