Matteo Peregrini
La difesa del savio in corte
a cura di Luigi Betti e Sandra Saccone

pp. 272
18
978-88-8234-111-4

Nella Difesa del Savio in corte Matteo Peregrini affronta una problematica che viene da lontano e che ha nel Cortigiano, il fortunato trattato di Baldassar Castiglione, il suo indiscutibile archetipo.
Frattanto, nelle corti italiane è però profondamente mutato lo scenario culturale e politico, e la Difesa del Peregrini si colloca non casualmente al termine di un vivace dibattito con Giovan Battista Manzini, che nella sua opera Il servitio negato al savio (1626), staccandosi decisamente dalla linea tracciata dal Castiglione, aveva affrescato un ambiente cortigiano in cui si consumavano maneggi e ipocrisie, e al ‘savio’, destinato a soccombere, non restava che ritirarsi in una sorta di aristocratico neostoicismo.
Il Peregrini replicò alla visione manziniana richiamando, almeno in parte, concetti già espressi in uno suo precedente saggio, Che al savio è convenevole il corteggiare (1624). Nella Difesa, però, spiccano ripensamenti anche significativi rispetto alla riflessione anteriore, sicché il testo diviene quasi un osservatorio privilegiato della parabola concettuale subita dalla disputa: emblematica la rilettura del testo manziniano, reso abilmente conciliabile con le linee concettuali su cui si regge l’opera del Peregrini.
Affiora pertanto l’obiettivo d’intrecciare ipotesi e idee contrapposte tra loro al fine di trovare una sorta di mediazione tra un servizio rigoroso del pubblico interesse e i maneggi presenti nella corte, disegnando un sistema di maniere tra il principe e i cortigiani che si ispira al principio gerarchico di “suggezzione”.
Il profilo ideale auspicato è quello di un principe prudente e giusto, affiancato da un’aristocrazia della virtù prima che del sangue, impastata di cultura, esperienza e prudenza. In tale quadro il ‘savio’ collabora con il principe nell’elaborare decisioni, suggerire comportamenti, orientare atti, grazie a un’abilità tecnica che non può mai essere svincolata dalla morale.