Giovanni Cerri
La poetica di Platone
Una teoria della comunicazione

pp. 175
14
978-88-8234-391-0

Nel nostro tempo i mezzi di comunicazione di massa, sostanzialmente egemonizzati dal potere economico, stanno trasformando la mentalità corrente, la stessa struttura di base della personalità, distruggendo valori e parametri operativi su cui finora si era articolata la civiltà, sia quelli fondativi della cultura tradizionalista sia quelli che hanno ispirato negli ultimi due secoli la cultura democratica e di sinistra. Per quanto ormai si abbia di ciò una conoscenza diffusa, sembra mancare ancora uno studio analitico e sistematico del fenomeno.
L’antica Grecia visse, tra V e IV secolo a.C., una rivoluzione analoga, grazie al passaggio da una cultura ancora prevalentemente orale alla cultura fondata sulla comunicazione scritta e sul libro. Il confronto tra i due sistemi fornì a Platone il distacco critico sufficiente per elaborare una vera e propria teoria scientifica dei meccanismi inconsci, ma infallibili, attraverso cui l’affabulazione, nella sua ripetitività consuetudinaria, plasma gli orientamenti psicologici di una comunità.
Di qui la sua condanna della poesia del passato, a cominciare da quella omerica, e il progetto ardito di una nuova poesia del futuro, composta da poeti esperti del loro mestiere ma, nello stesso tempo, ispirati ai principi etico-politici loro additati dalla verità filosofica. Il carattere utopico del programma non toglie a Platone il merito di aver saputo svolgere un’analisi fenomenologica acuta e oggettiva della comunicazione poetica della Grecia arcaica e classica. Dunque si può, anzi si deve parlare di una “poetica” di Platone, in parallelo e in contrapposizione alla Poetica di Aristotele; “poetica” di Platone che è, ante litteram, una teoria della comunicazione di massa.
Il libro di Giovanni Cerri ricostruisce, documentandolo attraverso il testo dei Dialoghi, questo grande apporto teorico estremamente attuale per noi moderni.