Danilo Pascali
E questo gabbiano

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Il sorriso è una ‘leggerezza’ contrapposta al peso della serietà: è formato dalle labbra che, quando sorridono, sembrano ali in volo verso un ‘oltrepassamento’, che è distanza, lontananza verso il ‘chissà’ dove. Oppure ritorno da dove si è iniziato a sorridere, a volare.
Immagine emblematica di questa condizione naturalmente ‘umana’ è il gabbiano, presenza ‘ossessiva’ dell’autore sin dalla sua prima produzione poetica. Il gabbiano, come un seme nella terra, volando sul mare, apre la morte verso la vita, arricchisce la morte del volo ‘rimasto’ nella vita: la vita sarà / sempre bellissima / finché un gabbiano / volerà sul mare / e nonostante tutto / qualcosa non sarà morto / dentro di te.

(dalla prefazione di Carlo Alberto Augieri)


Danilo Pascali è nato a Lecce nel 1962. Laureato in informatica, molto attivo in numerosi gruppi musicali degli anni Ottanta, ha scelto da giovanissimo la poesia come terreno privilegiato per l’espressione della sua personalità. Sua prima prova poetica, Delfino blu (Argo, 1997).