Odysseas Elytis
Il giardino che entrava nel mare
Poesie dal 1940 al 1996
a cura di M. Cazzulo, prefaz. di Iulita Iliopulu
pp. 320
18
88-8234-317-0

"La mia infanzia è piena di canneti. Ho speso molto vento per diventare adulto. Ma solo così ho imparato a distinguere i fruscii più impercettibili, a parlare con precisione nei misteri". Una simile dichiarazione di identità è forse più significativa di tutte le indicazioni biografiche e storiche. La ricerca e la precisione linguistica, l'udito esercitato nei misteri e la frase che li imprime, la rivelazione del mistero e la sua esplicita apparizione: Odysseas Elytis. Il poeta che ha cercato il "poco e il preciso" per trovare il grande e il raro, che in mezzo ai fruscii impercettibili della natura o dell'anima ha articolato i suoni di una nuova mitologia, ha formato l'ideogramma della sua Terra, ha creato un universo personale di segni e simboli; ha collocato gli elementi del mondo in una diversa articolazione che ne rivela la potenzialità. Ha visto la realtà da un'ottica capace di rendere visibile l'invisibile, assolutamente nuovo il familiare, plausibile l'incomprensibile, dicibile l'inesprimibile. (dalla Prefazione di Iulita Iliopùlu)