Antonio Santoni Rugiu
I gioielli di Cornelia

pp. 330
15.49
88-8234-008-2

La sontuosa icona di “Cornelia-madre-dei-Gracchi” è giunta fino a noi eternata in un aneddoto di dubbia autenticità storica. Della figlia dell’Africano, serrata in questo algido medaglione, sono andate così smarrendosi altre virtù di segno diverso quali la prolificità, la cultura, la fedeltà al marito defunto, l’arrogante trasgressività ed altre ancora per privilegiare esclusivamente il mito del modello di virtù materne. Forse solo questo spiega la “disattenzione” di Racine o di Shakespeare per una figura femminile dalla inquietante modernità, confinata solo in qualche ruolo modesto nelle piéces di Monti o di Chenier.
Santoni Rugiu, in un volume che si divide equamente tra i rigori dell’analisi storica e filologica e le arditezze della fiction, ricostruisce in tutta la sua ricchezza di luci e ombre il fondale su cui si stagliava la mitica madre degli sfortunati tribuni, restituendo al lettore moderno un personaggio indimenticabile per la sua ammaliante inafferrabilità.