Amin Zaoui
Stazione di monta per donne
a cura di Anna Mangia Mangia
pp. 176
13
88-8234-058-9

C’è un luogo a sud ovest de La Mecca, in un’Arabia di ksar, di sabbia e di pietre, dove, su un cielo di brace, dominano caid dispotici circondati solo da adorati cavalli e donne sottomesse. Qui, un giorno, Balkiss mette al mondo una figlia, Hager. La maledizione si abbatte sulla sua casa, Balkiss viene ripudiata e la figlia non desiderata finisce col trascinare nella perversione le stesse relazioni familiari.
Stazione di monta per donne descrive in un clima allucinato la rovinosa decadenza di una famiglia, i cui membri, uomini e donne, ricorrono al Corano e alla poesia araba tradizionale per giustificare i propri comportamenti. L’ultimo romanzo di Zaoui è in sostanza la vivida metafora di una lacerazione fra l’amato passato della tradizione e la modernità devastatrice, incarnata dalla donna, destinata ad essere la vittima espiatoria del disfacimento di un mondo.