Martino Abatelillo
Storie di contadini
prefazione di Gino Pisanò, profilo storico di Mina Nassisi, postfazione di Paolo Pellegrino, con foto d'epoca
pp. 630
26
978-88-8234-017-6

Storie di contadini offre, con il suo scenario storico-paesistico-antropologico uno strumento di proustiana recherche ai lettori più anziani, rapiti dal filo inesauribile dei ricordi che il libro sollecita. Ai più giovani, invece, un manuale o un trattato di antropologia salentina…Storie di contadini è un grande affresco di storia pugliese, un esemplare della letteratura meridionalistica, ma è anche un capitolo di storia italiana vissuta e narrata da un coro di parlanti, da un’accolta di umili che premono, incalzano, finalmente scardinano le porte della civiltà e del progresso per loro chiuse da sempre…
La tecnica del romanzo, che pure non ignora l’amore o il sentimento di concreta solidarietà di classe, appare centrata su una serie di figure e tipi umani che vengono a costituire quasi un atlante degli scontri ideologici di questo nostro tempestoso secolo che volge al tramonto, assumendo come angolo visuale la penisola salentina. Dentro queste coordinate di tempo e di spazio, le vicende dei personaggi si configurano di necessità come sovrastate dall’ineludibile condizionamento dell’estrazione sociale e degli eventi pubblici, come isole in cui la tensione narrativa sembra per un attimo raccogliersi, salvo riprendere subito dopo quando la cronaca cede il passo ai tempi lunghi della storia e alla calma apparente della riflessione etico-politica.

Dalla prefazione di Gino Pisanò.
Dalla postfazione di Paolo Pellegrino.