Paul Carter
Memorie barocche
Una stravaganza
traduzione di Stefano Stoja, prefazione di Antonio Tabucchi
pp. 270
13
978-88-8234-010-0

Sogni, nostalgie, Borges, Pessoa, “Conscience Ironique”, con tutto ciò che essi possono provocare nel percorso del labirinto delle nostre vite, sono gli elementi costitutivi di queste Memorie barocche di Paul Carter. E’ plausibile pensare che se, come sosteneva Gadda, è la vita a essere barocca, Paul Carter fa il possibile perché ciò sia vero, evitando accuratamente le semplificazioni, che forse sono la via del realismo, e incentivando il percorso della complicazione. E’ curioso tuttavia notare (non so se i lettori saranno d’accordo con me) che talvolta la via dell’ipercomplicazione applicata alla complicazione già preesistente produce, paradossalmente, una semplificazione: anzi, una soluzione. Così come è privilegio di certe epifanie o certe illuminazioni che “nel lampo che candisce” (direbbe Montale) rivelano lo scheletro di tutti i barocchi orpelli della carne che lo ricoprivano e lo nascondevano ai nostri occhi. Lo verifichi da sé il lettore, che per mano a Paul Carter si aggira nel labirinto di questa barocca Lecce fantastica.
(Dalla prefazione di Antonio Tabucchi).