Tahar Djaout
L'invenzione del deserto
traduzione di Anna Maria Mangia, prefazione di Afifa Bererhia
pp. 196
13
978-88-8234-089-9

Un ricercatore ha l’incarico di scrivere la storia degli Almoravidi, una dinastia medievale che, venuta dal Sahara, aveva sottomesso tutto il Maghreb. L’effetto è tuttavia straordinario: resuscitando il passato, la scrittura sprigiona una folla di demoni, fantasmi, ossessioni che invadono la pagina e la vita. Scavalcate le faglie del deserto e del tempo, approda nella Parigi contemporanea anche l’ossuta figura di Ibn Toumert, l’esaltato capo degli Almohadi, smarrito in un deserto moderno che appare come un’allucinazione in grado di rimescolare arbitrariamente la storia ghermita di una terra la cui clessidra senza tempo può restituire solo brandelli di memoria alla deriva.