Georges Castellan
Storia dei Balcani. XIV-XX secolo
traduzione di Fernando Cezzi, II edizione
pp. 616
30
978-88-86211-84-0

Il “pianeta” balcanico è oggi riesploso e le schegge della deflagrazione giungono fino a noi, ma le premesse perché questo mosaico di popoli divenisse la “polveriera d’Europa” vengono da molto lontano. Dai tempi almeno in cui la penisola fu conquistata dai turchi e ogni etnia oppressa dal giogo ottomano cercava di conservare la propria religione e la propria cultura, fino alla nascita, nell’Ottocento, degli Stati nazionali: Grecia, Serbia, Romania, Bulgaria, Albania. Già da allora, però, Stati con forti, riottose, minoranze irredentiste le cui ambizioni furono spregiudicatamente utilizzate dalle grandi potenze sino a provocare il conflitto del 1914. L’ordine poi seguito alla seconda guerra mondiale, sostanzialmente imperniato sull’egemonia esercitata dall’ex Unione Sovietica, è andato in frantumi insieme con il muro di Berlino e il “puzzle” è di nuovo impazzito: dalla Bosnia al Kosovo all’Albania tutta la penisola appare percorsa da deliri nazionalistici che si coniugano all’affannosa ricerca di democrazia e di benessere economico facendo spesso ricadere sull’Europa le conseguenze di una instabilità antica. Il prezioso libro di G. Castellan ripercorre in modo esemplare le tappe fondamentali di questa storia fornendo finalmente al lettore europeo le chiavi di lettura di uno degli scenari storici più drammatici del nostro tempo.