Carmine Abate
Terre di andata
prefazione di Stefano Gensini
pp. 130
8
978-88-8621-171-0

Questo libro è il diario in versi di un viaggio reale, su e giù per l’Europa, durante il quale s’incontra un uomo sperso tra le dimore vecchie e nuove, si dà voce a un noi multiculturale, arrabbiato o disincantato più che nostalgico, si dialoga con una donna luminosa, l’unico punto fisso in questa altalena nel vuoto. Con una scrittura secca e molto spesso ironica, immagini potenti, esperimenti plurilinguistici, incisive “proesie” (poesie in forma di prosa), Abate ci conduce nel mondo dell’emigrazione, notoriamente ignorato dalla letteratura italiana. E, attraverso le lente dell’estraniamento, ci mostra le ombre e le luci delle Terre di andata, facendole assurgere a frontiere della vita di tutti e delle sue contraddizioni, come quella, irrisolvibile, che sottolinea Gensini nella Prefazione: “la coscienza della provvisorietà del proprio essere, ovunque si sia; il bisogno profondo, quasi fisico, di radicamento (sia pure solo in un odore, in un paesaggio, o in un seno di donna), e insieme la scoperta che il viaggio ogni volta ricomincia…”