Tommaso Di Ciaula
Il cielo, le spine, la pietra

pp. 66
6
978-88-8621-146-8

Una lirica turgida che contrae grossi debiti con l’asse realistico e nello stesso tempo se ne difende, è il risultato espressivo di queste poesie. L’operazione è molto meno “naive” di quanto ci si attenderebbe, vista l’anagrafe “selvaggia” dell’autore. Infatti accorti dosaggi ritmici, ripetizioni calcolate e persino vezzi chiaramente avanguardistici (“Non lo dire a ness/uno!!!) dimostrano una volontà di presenza nella scrittura che non incoraggia certe letture “immediate” o “spontanee” (…). Nel complesso la raccolta risulta in precisa sintonia con le coordinate della poesia anni Settanta.

La Repubblica, 28/12/1981

Tommaso Di Ciaula: e il cognome inevitabilmente rimanda alla novella di Pirandello Ciaula scopre la luna (…). E anche Di Ciaula, uscendo dal Pignone-Sud, come Ciaula dalle tenebre della solfara, scopre la luna: un senso luminoso delle cose, delle memorie, delle pene; la solitudine che si apre in comunicazione con le cose; le cose che si aprono in simboli.

Leonardo Sciascia