Per iscritto
Antropologia delle scritture quotidiane
a cura di Daniel Fabre
pp. 90
18.08
88-8234-091-0

Lettere, documenti, brutte copie. Sono solo alcune delle tante forme di ciò che oggi chiamiamo convenzionalmente scritture quotidiane spontanee o meditate, imposte o liberamente scelte, ci accompagnano nelle situazioni più disparate. Siamo tutti scriventi. Inoltre il proliferare di atelier di scrittura, di concorsi letterari e di associazioni per l’autobiografia prova che la scrittura va a gonfie vele. Si direbbe che il bisogno di testimoniare la propria esistenza di esprimere idee e opinioni, la necessità di affermare la propria individualità passi oggi in maniera privilegiata attraverso la scrittura e che l’atto di scrivere sia quasi più importante di ciò che si scrive. Scrivere nel quotidiano, scrivere il quotidiano, di questo ci parlano i testi qui raccolti: dal modo in cui i Rom intrecciano scrittura e oralità, alla corrispondenza del Presidente della Repubblica; dalle difficoltà al piacere di scrivere; dall’abbondanza delle scritture domestiche all’apparente circospezione delle lettere “tipo”; dal ricorso allo scrivano pubblico alla cura di un diario personale: un percorso etnografico in ciò che la cultura può avere di più ufficiale, ma anche di più intimo. Questo libro raccoglie saggi di: P. Williams, A. Brunenton-Governatori e B. Moreux, M. de Fornel, A.-V. Nogard, B. Lahire, B. Fraenkel, V. Feschet, T. Jolas e S. Pinton, V. Mark. I testi sono stati raccolti da M. de la Soudière e Cl. Voisenat sotto la direzione di D. Fabre.

Daniel Fabre è Directeur d’études all’Ecole des Hautes Etudes en Science Sociales (Parigi) e cofondatore, nel 1978, del Centre d’Anthropologie di Toulouse, la cui équipe ha pubblicato, in italiano, Nel paese del tempo (a cura di G. Charuty, Napoli 1995). Si è occupato di antropologia storica delle società contadine, di produzione della virilità e dei rapporti fra oralità e scrittura. Su quest’ultimo tema ha pubblicato, tra l’altro, La tradition orale du conte occitan (2 voll. 1974), Le brigand de Cavanac (con D. Blanc, 1982) e ha curato la raccolta Ecritures Ordinaires (1993). In italiano suoi contributi sono apparsi in: La vita privata (a cura di Ph. Aries e G. Duby, vol. III, Bari 1987); Storia dei giovani (a cura di G. Levi e J. Cl. Schmitt, Bari 1993); De martino nella cultura europea (a cura di C. Gallini e M. Massenzio, Napoli 1998).