Berardino Palumbo
Identità nel tempo
Saggi di antropologia della parentela

pp. 298
15.5
88-8234-005-8

Tra i tanti e diversi modi di identificare e classificare gli altri – che nello stesso tempo hanno la funzione di identificare e qualificare noi stessi -, la parentela sembra costituire un discorso ovvio, se non “naturale” per il suo essere fondato su meccanismi biologici. L’antropologia contemporanea ha da tempo esplicitato come l’idea di parentela, ancorata a una griglia elementare di legami biologici, sia una costruzione fortemente simbolica e ideologica: è attraverso queste due dimensioni prioritarie che, in questo volume, si indaga la parentela, vista come uno dei linguaggi attraverso cui esprimere forme, livelli molteplici e compresenti di identità. L’analisi teorica è continuamente confrontata con casi etnografici dove si analizzano gli aspetti, più o meno noti, della concettualizzazione di quei vincoli sociali a cui si dà il nome di parentela: dai meccanismi di attribuzione dei nomi alla produzione, dalle storie locali alle costruzioni narrative riguardanti la riproduzione, il sesso, il corpo e la persona, alle concezioni della morte e della storia. La parentela appare dunque come un discorso intorno all’identità e alla differenza, attraverso il quale comprendere, modellare e rendere manipolabile il gioco delle identità nel tempo.

Berardino Palumbo, ricercatore di Antropologia culturale nell’Università di Messina, ha svolto ricerche etnografiche in Italia (Sannio, Beneventano) e in Africa (Ghana). Da alcuni anni conduce uno studio sui rapporti tra religione, potere e storia nella Sicilia sud-orientale. Tra le sue pubblicazioni, Madre-madrina. Rituale, parentela e identità in un paese del Sannio, Milano 1991; Come Venere in cielo. Paradigmi di identità nzema, in “Luoghi d’Africa”, Roma 1995 e Prove, finzioni, testimonianze. Forme di validità in antropologia e storia, Roma 1995.