Giuseppe Galasso
L'altra Europa
Per un'antropologia storica del Mezzogiorno d'Italia
Nuovo edizione accresciuta
pp. 625
26
88-8234-003-1

Il Mezzogiorno d’Italia è stato sempre visto come un qualcosa di diverso, di altro rispetto al resto dell’Italia e dell’Europa: in negativo, è il Sud della mafia e della camorra, delle superstizioni e della disoccupazione e, fino a poco fa, un mondo radicato nella “civiltà contadina” e ancorato a un irriducibile “paganesimo”; in positivo, quello della creatività, della rinascita, del governo dei sindaci… Quindi, il Sud è stato anche vittima di un succedersi di pregiudizi e di stereotipi che vanno interpretati per cogliere i livelli di verità che essi contengono, in quanto la realtà è ben più complessa non solo per il Mezzogiorno, ma anche per l’Italia e l’Europa. Il tipo di umanità del Mezzogiorno è certamente particolare e inconfondibile: lo rivelano i rapporti della popolazione col territorio, i santi e le devozioni, credenze come la iettatura e il malocchio, il colore e il rumore delle feste, i comportamenti familiari e sociali. Ma la particolarità del Mezzogiorno si è fondata e sviluppata nella storia civile e cristiana dell’Europa medievale e moderna e, a sua volta, l’Europa è ben lontana dal presentare il volto unitario di una antropologia diversa, quando non contrapposta, a quella del Mezzogiorno: superstizione, tradizionalismi inconsulti, “errori popolari”, atavismi incontrollabili si rincorrono ovunque.
Questo profilo antropologico del Mezzogiorno d’Italia –che viene riproposto a quindici anni dalla sua prima edizione in una versione ampliata - è la lettura di una realtà non solo “meridionale”: ovunque, l’Europa moderna, della ragione e della “luce”, è unita e convive con la sua ombra, con l’altra Europa.