Antonio Mele
Ci trovammo bene nel futuro
Storia di una vita di un contadino: Antonio Mele
a cura di Maria Minicuci
pp. 168
12.91
88-86211-94-5

A detta di Antonio Mele, questa è la “Storia di una vita di un braccianti contadini”: quello che potrebbe apparire un errore si rivela invece un’importante indicazione di lettura, in quanto si tratta di una autobiografia, solo che questa è scritta al plurale, in quanto è la storia di una persona ma anche quella di un ceto, di una condizione e, infine, di una terra, la Basilicata, e di un pezzo di tempo che va verso il futuro delle riforme agrarie volute da Manlio Rossi-Doria.
Il testo è stato pensato e scritto come un libro perché l’autore stesso intendeva darlo alle stampe e ora esce postumo. “Perché pubblicarlo? –si chiede nell’introduzione Maria Minicucci che ha curato il volume-. La risposta a questo interrogativo potrebbe essere la più semplice e immediata: perché si tratta di uno scritto interessante come testo e come documento, ma in effetti il suo valore discende dai molteplici orizzonti in cui è possibile inquadrarlo: una vita, quella di Antonio Mele, un contesto, quello della riforma agraria, un piano quello di un tipo particolare di scrittura, quello della scrittura tout court. Non sono piani scindibili l’uno dall’altro, ma ciascuno ha anche una sua autonomia, che consente e induce una molteplicità di letture. E’ solo dall’insieme dei discorsi possibili, che tale scritto autorizza, che mi pare discendano le ragioni per cui i manoscritti di Mele vanno sottratti dall’oblio…”.