Vincenzo Matera
Raccontare gli altri
Lo sguardo e la scrittura nei libri di viaggio e nella letteratura etnografica

pp. 134
12.91
88-86211-75-9

Esiste una profonda connessione fra il viaggio e il sapere antropologico. Come esperienza mentale prima ancora che fisica, il viaggio è (si pensi all’Odissea, per esempio, o alla Divina Commedia) metafora della condizione umana; l’attraversamento dei confini esprime la tensione continua del pensiero che si protende al di là, a cavallo del già noto verso l’ignoto. Il viaggio, in tal senso, si configura come scoperta intellettuale. Chi viaggia prova la caratteristica sensazione dello “spaesamento”, non riconosce più luoghi e forme consueti, è costretto a forzare al limite della rottura gli strumenti concettuali di cui può disporre per comprendere e quelli linguistici per descrivere. La relazione di viaggio, prima ancora della monografia etnografica, è espressione del risveglio dei sensi pervasi dalla percezione dell’alterità, a partire dalla quale si organizza un sistema di pensiero e di scrittura che tenta di interpretarla.

Vincenzo Matera, allievo di Giorgio Raimondo Cardona e di formazione linguistica, ha sviluppato interessi antropologici in relazione ai temi della scrittura etnografica e del rapporto tra lingua e cultura. Ha pubblicato La scrittura etnografica (Il Bagatto, Roma 1991) e ha collaborato al Dizionario di Etno-Antropologia a cura di Ugo Fabietti e Francesco Remotti di imminente pubblicazione presso Zanichelli. Ha in preparazione un’Introduzione all’etnolinguistica. Conduce ricerche sul campo a Sulawesi (Indonesia) e collabora con l’insegnamento di Antropologia culturale dell’Università di Pavia.