Annabella Rossi
Lettere da una tarantata
con una nota linguistica di Tullio De Mauro, nuova edizione a cura di Paolo Apolito
pp.
13.43
88-86211-20-1

Più rileggo le lettere di Anna e più sono preso dalla vertigine della loro profondità, delle svariate possibilità interpretative che offrono, come le tartarughe infinite che stanno sotto la tartaruga che regge l’elefante che regge il mondo, dell’apologo indiano ricordato da Geertz. Credo che non sia solo un effetto di una storia di entusiasmo della (mia) scrittura, che mi spinge a trovare nel suo oggetto più cose di quanto non ve ne siano. E’ che Anna continua a parlarci inquietantemente, come una cifra che pensavamo di aver catturato e decodificato e che invece ci fa intravedere nuovi possibili segreti, mappe buie, luoghi di silenzio.

Paolo Apolito