Giovanni Carli Ballola et alii
Amor sacro e amor profano
Leonardo Leo e la cultura napoletana del '700
a cura di Paolo Pellegrino
pp. 130
7.75
88-86211-85-6



ESAURITO

Leonardo Leo (nato a San Vito dei Normanni, Brindisi, nel 1694 e morto a Napoli nel 1744) fu uno dei più originali interpreti di quella tradizione musicale che, nella fase di passaggio dal gusto arcadico al nuovo stile “pregalante” o “preclassicistico”, vide Napoli caratterizzarsi come una delle più importanti capitali europee della musica.
Compositore versatile e geniale, Leo si impose per la creazione di trame melodiche ora vivide e colorite ora squisitamente elegiache, tutte mirabili nella loro densità lirico-drammatica. Se Demoofonte (1735) e L’Olimpiade (1737) sono le sue opere serie più note e fortunate, vanno ricordate anche le opere buffe, agili e briose, come Amor vuol sofferenza (1739, rifatta col titolo La finta frascatana nel 1744).
Questo volume raccoglie gli atti di una giornata di studio che, nel 3° centenario della nascita di Leo, l’Amministrazione comunale di San Vito dei Normanni e il Dipartimento di Beni culturali dell’Università degli Studi di Lecce hanno voluto dedicare a questo illustre musicista salentino, togliendolo in parte dall’oblio che ne aveva offuscato il ricordo e riproponendo l’interesse per la sua multiforme produzione, da quella seria a quelle buffa, da quella strumentale a quella sacra.
Frutto di un’educazione stilistica estremamente raffinata – che meriterà a Leo l’appellativo di “maestro del contrappunto” -, il suo sistema compositivo ha un pendolo che oscilla tra il lirismo fondamentale che pervade di sé tutti i melodrammi e la severa nobiltà delle polifonie nel repertorio sacro, in un’irrisolta tensione – tipica delle spirito del tempo – tra “amor sacro” e “amor profano”.