Autori vari
"La scuola democratica"
(1947-1953)
Antologia a cura di Angela Nava Mambretti, introduzione di Giuseppe Petronio
pp. 450
12.91
88-86211-67-8

La ricerca dei modi e delle forme per aggirare lo scoglio del terzo comma dell’art. 33 della Costituzione, “senza oneri per lo Stato”, costituisce il filo di Arianna con cui è possibile leggere il tormentato svolgimento della storia scolastica nazionale: una delle ragioni non seconde della rinuncia a un serio processo riformatore e del conseguente, progressivo svilimento della scuola pubblica, come testimoniano molte delle pagine raccolte in questo volume antologico in cui vengono rievocate tutte le difficoltà innanzi alle quali si trovò la scuola già all’indomani della scelta repubblicana. L’accelerazione imposta dalla crisi politico-istituzionale dello Stato spiega – anche se non giustifica – oggi, la repentina conversione alle soluzioni neoliberiste di pezzi cospicui della sinistra e delle residue formazioni laiche. Un mutamento rapido di posizioni, imposto dalla ricerca di un consenso al centro, che rafforza il punto di vista dei cattolici sulla questione della libertà delle scuole.
“Scuola democratica”, una delle prime riviste scolastiche del secondo dopoguerra, ripropone le ragioni di un laicismo umanistico, impregnato di fede nella libertà e la ragione. Molte delle pagine firmate da Croce, Binni, Muscetta, Calogero, Pepe, Codignola, de Martino, Salinari, Gonnet, Themelly, Fiore, Banfi, Levi, Ragionieri, Candeloro, A. Gobetti e tanti altri, ripropongono qui argomenti ancora proponibili, anche perché la storia delle irrisolte questioni scolastiche ha giocato a favore di una stagnazione e regressione su molti temi già all’ordine del giorno alcuni decenni addietro.