Francesco Ceci, Daniela Lepore
Arcipelago vesuviano
Percorsi e ragionamenti intorno a Napoli

pp. 132
8.26
88-86211-90-2

Disponibilità limitata.

Arcipelago vesuviano si può leggere come un racconto, quello delle più recenti trasformazioni dell’area napoletana. Nel corso del secolo, per strappi e occasioni, una costellazione di luoghi ben distinti – “Napoli e dintorni” – si è trasformata in un reticolo urbanizzato e compatto; il terremoto del 1980 e la ricostruzione hanno compiuto l’opera. La metropoli a lungo invocata come sinonimo di progresso, ora che c’è, resta però sconosciuta, sorprende – quando non spaventa – osservatori e culture consolidate. I percorsi e i ragionamenti del libro provano ad affrontarla per come è, senza pregiudizi, confrontando frammenti e scoprendo nessi.
Oggetto della descrizione è il tessuto delle relazioni: gli abitanti fra loro e con gli spazi, naturali e costruiti. Il problema è che da nessuna parte, nemmeno nel centro del centro, si può pensare di trovare una “vera Napoli”: si tratta piuttosto di capire in che rapporto stanno fra loro le diverse isole dell’arcipelago e le diverse persone che oggi abitano lo stesso territorio. Da questa prospettiva, infine, il territorio napoletano, come quello di altre città meridionali, appare attraversato da movimenti che disordinano il vecchio corpo sociale, creando forze e rivelando risorse che una cattiva coscienza progressista non vede o interpreta come degrado. La tesi dei due autori-abitanti è che tutto ciò chieda invece nuove forme e istituti di vita civile, lontani da ogni dirigismo e orientati a “fare città”: a decentrare poteri, concentrare decisioni, associare cittadini, promuovere abilità e saperi.

Francesco Ceci (1951), sociologo, lavora presso il dipartimento Assetto del territorio del Comune di Napoli; Daniela Lepore (1958) si occupa di urbanistica ed è ricercatrice presso l’Università di Napoli. Insieme hanno già affrontato questi stessi argomenti in vari articoli pubblicati nelle riviste “Dove sta Zazà” e “La terra vista dalla luna” e nel volumetto Verso un rinascimento napoletano (Napoli, 1996).